La statua per l’eroe, come celebrare un cane per sempre.

La statua per l’eroe, come celebrare un cane per sempre.

La statua per l’eroe, come celebrare un cane per sempre.

Cosa ci fa una statua, proprio di un cane, a New York nel Central Park?

Per chi ha avuto modo di vedere Balto, film di animazione del 1995, probabilmente ha idea della storia che ha alle spalle anche se il film, a dirla tutta, è liberamente ispirato alla storia vera.

Facciamo chiarezza sui reali avvenimenti.

1925, Alaska…epidemia di difterite e la gente inizia a morire per la mancanza di medicinali adatti. Vengono ordinate 1.000.000 di dosi, per salvare la popolazione. Il problema era trasportare le medicine, dato che il paese non era raggiungibile con altri mezzi. Si pensò, quindi, di organizzare una staffetta che passò alla storia come “ la corsa del siero“. Balto era un Siberian Husky ed era il leader di una delle venti mute di cani da slitta che si avvicendarono durante il tragitto lungo ed insidioso.

Parliamo di temperature intorno ai -40°, senza nessun “cappottino” a ripare questi animali dalle intemperie, ma che in 5 giorni riuscirono a coprire le 600 miglia di distanza.
La sua muta fu la prima ad arrivare e fu la più celebrata.

Ed ecco il motivo della statua per ricordare non solo Balto, ma tutta una serie di eroi a quattro zampe che salvarono la vita di molte persone.

Ma se il Siberian Husky è un cane forte, lo stesso non si può dire dello Yorkshire Terrier.

Eppure, un cane di questa razza partecipò alla Seconda Guerra Mondiale, in compagnia del suo “padrone” militare. Era una femmina e fu trovata in Nuova Guinea da un soldato della Quinta Unità della Forza Aerea Americana, per caso.

Un guasto alla sua Jeep lo fece fermare e mentre armeggiava con il motore senti un rumore…era un cucciolo di Yorkshire Terrier che stava abbaiando, nel tentativo di uscire da una tana di volpi abbandonata. Per farla breve, il militare la prese con se e la portò alla base.

Fu venduta per sei dollari al soldato William A. Wynne, per gli amici Bill, grande amante degli animali che la tenne con se fino alla fine della guerra e con uno stratagemma riusci a portarla a casa alla fine del conflitto.

Si chiamava Smoky e insieme a Bill visse la guerra volando in dodici escursioni di salvataggio o riprese fotografiche, imparò a lanciarsi con il paracadute ( sic!!), a camminare su una corda e fu portata come intrattenitrice anche negli ospedali dove erano ricoverate le truppe ferite nel fisico e nell’anima. Parliamo del 1944, forse il primo caso di  Theraphy dog.

Si racconta anche che avvertì Bill, abbaiando, dell’arrivo del fuoco nemico…salvandogli la vita.

Per tutti gli anni della Guerra, l’ elmetto di Bill ha svolto il compito di “vasca da bagno” per Smoky….e la foto che la ritrae è tutto un programma.

 

smoky

 

Tornarono insieme a casa a Cleveland, in Ohio.

In suo onore fu eretta una statua a Lakewood con una bella dedica a “Smoky e ai cani di tutte le guerre”. Bill ha scritto un libro  “yorkie doodle dandy book” sulla sua storia con Smokey, creando anche una pagina facebook con un discreto seguito.

Poi, abbiamo un eroe con tanto di grado militare, il Sergente Stubby.

Prese parte alla Prima Guerra Mondiale come mascotte ufficiale del 102nd Infantry Regiment dell’esercito statunitense.
E’ stato il “cane da guerra” più decorato della storia e, appunto, promosso al grado di sergente per meriti di combattimento.

Salvò il suo reggimento da attacchi a sorpresa di gas asfissiante avendo imparato a sue spese – precedentemente e senza gravi conseguenze – l’effetto dello stesso, prese parte a diciassette battaglie nei 18 mesi di servizio in Francia e fece prigioniero…un soldato tedesco.

Come dire, un esempio di fedeltà assoluta. Fu giustamente “premiato” come il più eroico dei soldati sia dagli americani che dai francesi.

Ma eroi e quindi meritevoli di una statua o di una medaglia, a nostro modesto parere, lo sono un pò tutti i nostri fedeli amici per la loro testardaggine nell’amarci incondizionatamente. Quindi, non solo i cani che hanno combattuto nelle guerre o quelli che hanno compiuto imprese eroiche, ma anche i “semplici” quattro zampe testimoni quotidiani di un amore senza confine.
Ed in questo modo la devono pensare anche gli scozzesi che, ad Edinburgo, hanno eretto una statua in onore di Greyfiars Bobby un terrier che ha vegliato per 14 anni la tomba del suo amato proprietario.

Chiudi il menu